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18/08/2007.Markovksi: «Scelgo fra Bullo e Gallo per la fascia di capitano. Voglio un play puro dalla B1»
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PRESENTATA IERI sera sul campo in erba di San Siro nell’intervallo del Trofeo Berlusconi fra Milan e Juventus, l’ Olimpia ha tanta voglia di rincominciare. Coach Zare Markovski non si guarda indietro ed è pronto a rivoluzionare l’Armani Jeans. Ha la fama di essere un allenatore «visionario», che predilige soluzioni tattiche particolari, ruoli atipici e rotazioni dalla panca vertiginose. Se sarà la ricetta giusta, potrà dirlo solo il tempo.
Si riparte da quell’Eurolega, che si era guadagnato sul campo con altri colori?
«Sia per la Virtus che per Milano raggiungere l’Eurolega è stato un risultato importante. Adesso dobbiamo cambiare pagina. L’Olimpia è una grande di questo sport, ora bisogna riportarla al successo. C’è tanta voglia di fare».
In questi tre anni Milano dovrà vincere qualcosa, quanta pressione sente?
«Per nulla. Allenare è il mio lavoro, farlo al livello migliore possibile è solo una soddisfazione. Dovremo creare un bel gruppo e sudare parecchio. La vittoria nasce soprattutto da questi sforzi».
Cementare quel gruppo che l’anno scorso è mancato, sarà questo il primo obiettivo?
«Fare squadra è sicuramente importante. Sentire la fiducia tra compagni dà carica. C’è tanto talento in questa squadra, soprattutto fra gli americani. Ma il talento deve essere al servizio del collettivo».
Il più sconosciuto di tutti è Gadson, come lo definirebbe?
«L’idea è che è possa diventare il nostro collante. È un giocatore poco appariscente, ma può diventare decisivo nell’economia della squadra. In attacco si dedica a creare gioco, in difesa potrà essere un’arma importante».
Passiamo al gioco, oltre al pick’n roll cosa si vedrà?
«Sarà bene adattarsi alle caratteristiche dei nostri giocatori. Vedremo delle soluzioni diverse rispetto alla Virtus dell’anno scorso. Di quella squadra, però, mi piacerebbe importare la difesa allungata su tutto il campo».
Chi conosce già bene è Vukcevic, un cavallo di ritorno...
«È un giocatore carismatico. A Bologna ha dato tanto, potrà essere la chioccia della squadra, un leader silenzioso».
Il capitano, invece, chi sarà?
«Non è stato ancora deciso, ma voglio che sia un italiano. È giusto così, anche per i tifosi. O Bulleri (ufficializzato il rinnovo fino al 2010, ndc) o Gallinari, valuteremo con la società».
La squadra è praticamente tutta nuova, 45 giorni di lavoro e tante amichevoli...
«Abbiamo bisogno di assimilare il gioco. Disputare tante partite è il modo migliore per crescere. Sono convinto che non ci saranno problemi d’inserimento».
È questo il gruppo definitivo o si aggiungerà qualcuno? «Probabilmente ci sarà bisogno di qualcuno. Il quinto lungo sarà un ragazzo (Enzo, 2,06 ndc). Vorrei un play puro, dato che Bulleri sarà l’unico in regia. Pescheremo in B1, le motivazioni che può avere un ragazzo a cui capita questa opportunità, aiutano a nascondere qualche lacuna».
di Sandro Pugliese
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