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22/08/2007.Vukcevic II, il ritorno «Il passato non conta, qui per essere leader»
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L’ARRIVO di Dusan Vukcevic è stato quello preso peggio dai tifosi in questa estate di mercato. Squadra rifondata, ma di ritorno un giocatore che all’Olimpia, solo poco tempo fa, aveva profondamente deluso. È passato poco più di un anno e mezzo quando il serbo-greco (nato, però, a Sarajevo ai tempi della Jugoslavia unita nel novembre 1975) lasciò l’Armani Jeans per passare alla Virtus Bologna. In questi 18 mesi è semplicemente rinato (11.2 punti di media in 19.9 minuti), tornando ad essere quel giocatore fondamentale che era statoa anche nella sua avventura a Siena, vincendo uno scudetto e conquistando due Final Four consecutive di Eurolega.
A Milano i rapporti con coach Lardo non erano mai decollati, troppo poco spazio per mettere in campo le sue capacità, ma certamente nessun tentativo in allenamento di fargli cambiare idea.
L’ADDIO del gennaio 2006 era stato senza rimpianti da parte di tutti. A Bologna ha incontrato Markovski, ora la situazione è ribaltata. L’allenatore macedone, appena arrivato a Milano lo ha voluto a tutti i costi, ora lo ha investito anche del ruolo di leader. Chi lo avrebbe mai detto? «Ciò che è successo in quella stagione fa parte del passato — dice Vukcevic, che non ama parlare per niente di quell’esperienza — io adesso voglio solo concentrarmi sul futuro di questa squadra e penso potremo fare molto bene».
UNA SCELTA, quella di tornare a Milano, che non ha esitato a fare quando è nata la possibilità: «Io ho ambizione di giocare ad alto livello, a Milano è possibile farlo, c’è anche l’Eurolega, di meglio non posso chiedere. Markovski è un allenatore che stimo molto, in questi mesi a Bologna mi sono trovato alla grande, ci divertiremo anche qui a Milano».
È il giocatore più esperto di questa squadra, sarà uno dei leader carismatici e anche il fatto che sappia esprimersi senza problemi in diverse lingue (serbo, greco, spagnolo, italiano e inglese, tutte senza problemi) farà in modo che possa essere un punto di riferimento per i compagni nello spogliatoio: «Mi fa piacere che il coach abbia detto queste cose di me, io cerco solo di rendermi utile, ormai conosco il basket, so come funziona, non è importante solo quello che si fa sul campo per vincere».
L’UNICA PARTITA degna di nota che ricordano di lui a Milano è stata quella interna di Eurolega contro il Lietuvos Rytas, dove messo in campo, più che altro per disperazione, rimise in piedi la partita, persa poi al supplementare 95-101, con 15 punti tra ultimo quarto e overtime. Il cammino europeo dei milanesi ripartirà proprio al Forum contro i lituani il 25 ottobre. Che sia un segno del destino?
di Sandro Pugliese
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