PALLACANESTRO OLIMPIA MILANO

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21/12/2007.Cara Olimpia, cento di queste sconfitte. Nelle pieghe del match i germogli di una squadra.

 

 

LA STRADA intrapresa è proprio quella giusta. Facile entusiasmarsi per le vittorie: da una sconfitta, forse, si capisce molto di più. Anche da quella subita da una corazzata come l'Efes Istanbul, che si permette di schierare campioni come Nicholas e Arslan, nelle posizioni in cui Caja ha fatto giocare Aradori e Giovacchini: guardia in quintetto e cambio del playmaker. L'esempio è limpido e dimostra quanto dovrebbe lavorare l'Olimpia per essere un Top Team di Eurolega. Mancano anni luce, ma in questo momento c'è altro da pensare: «È stata una sconfitta solo a livello statistico - dice coach Caja - ma ho visto una grande partita della squadra che continua il suo buon momento. L'Efes, in questo momento, non è una squadra alla nostra portata per profondità e talento, eppure ce la siamo giocati fino alla fine. Non dobbiamo solo guardare al risultato. Abbiamo lottato, provando a rispondere sempre ai loro allunghi, abbiamo pagato soprattutto la scarsa percentuale dall'arco nel primo tempo, ma erano tutti tiri da prendere perchè ben costruiti».

INVECE di concentrarsi su un'avventura europea che ormai sembra destinata a chiudersi il 31 gennaio alla fine della prima fase, meglio pensare al campionato dove i biancorossi dovranno sfruttare al massimo il doppio turno casalingo, a cavallo di Natale, contro le campane Scafati (esordirà domani il lituano ex Varese Brabauskas, mentre non ci saranno i tagliati Hodge e Romero) e Avellino. Nella vecchia tana del PalaLido l'Armani Jeans ha un'occasione d'oro per rimettere davvero in salute la sua classifica e magari giocarsi tutto a Bologna, nell'ultima sfida dell'andata sul campo della Fortitudo, per la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Sono obbligatorie tre vittorie per arrivare nelle prime sette (Virtus Bologna, al momento pari al Milano è qualificata di diritto in quanto organizzatrice), ma porsi anche un obiettivo a breve termini potrebbe dare un'ulteriore carica ai giocatori, anche se quasi impossibile.

ANCHE quella panchina, che nelle ultime partite, Caja ha scoperto un po' più lunga di quello che pensava. Giovacchini e Shaw solidi in difesa a Vilnius e Cantù, Katelynas e Aradori (rispettivamente 11 e 10 punti) ottimi in attacco nell'uscita con i turchi: «Abbiamo avuto risposte importante dalla nostra panchina nelle ultime partite, è importante che il loro contributo salga e le prestazione di Katelynas e Aradori contro l'Efes non possono che farmi piacere. Anche questo era un obiettivo di questa partita, anche per prendere fiducia e direi che è stato raggiunto in pieno». Proprio così, perché l'Olimpia ha bisogno di tutti i suoi uomini per non finire la benzina troppo presto e continuare la rincorsa verso l'obiettivo playoff, con ruoli e compiti chiari, ma coinvolgendo tutti. Da vera squadra.

di Sandro Pugliese

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