MILANO, SCONFITTE E ALTRI GUAI MA REPESA PER ORA RESTA

Repesa riflettePensare di poter attraversare un periodo così nero era cosa impensabile a inizio stagione per l’Olimpia Milano, ma bisogna prenderne atto e cercare di uscire da una situazione oltremodo complicata. Dopo aver provato con il “bastone” (lo sfogo nei confronti dei giocatori post-Torino di inizio novembre) ora coach Repesa ci prova con la “carota”, cercando di difendere i giocatori (fondamentalmente gli stessi, tranne Gentile) per guidarli fuori da un tunnel dal quale al momento non si vede la fine. Tanto che anche l’ultima gara del 2016 in Eurolega, quella casalinga contro lo Zalgiris Kaunas che sembrava perfetta per provare a prendere una medicina per iniziare a guarire, si è trasformata invece in una montagna da scalare, senza successo. «È frustrante per noi, per il pubblico e per la società. Abbiamo messo energia, ci abbiamo provato, ma non va. Loro facevano canestro sui tiri aperti e noi, molto banalmente, no, dobbiamo trovare la serenità per riprendere a vincere, è ovvio che ci sia pressione perché l’Olimpia è una società storica con obiettivi alti, ed è giusto che punti al massimo, anche qualche volta ponendosi obiettivi al di sopra delle reali possibilità». Il tecnico comunque non pensa di poter lasciare la barca affondare: «Ho detto mille volte che sono determinato a uscire da questa situazione con la squadra, non ho dubbi e non mi sento messo in discussione». L’allenatore biancorosso adesso ha provato anche a mescolare un po’ le risorse interne provando, ad esempio, a utilizzare anche Rakim Sanders da esterno, un ruolo che certamente predilige e con il quale ha ben giocato sia al suo arrivo in Italia a Sassari, ma anche a Milano l’anno passato. Con l’ingorgo di inizio stagione nel ruolo di ala piccola era certamente difficile, ma con la dipartita di Gentile (peraltro anche con i problemi alla schiena di Simon) si è creato lo spazio per modificare qualcosa nello scacchiere. Non sono arrivati successi dal punto di vista offensivo con 63 punti in 3 partite (anche se restano incredibili alcuni black out di distrazione che ha in difesa). Il problema fisico che lo ha tenuto fuori nell’ultimo quarto contro i lituani è stato certamente un danno per i bianco-rossi nella partita, ma lo sarà anche per il prossimo mese perché il giocatore ha riportato una lesione distrattiva del muscolo obliquo sinistro che lo obbligherà a star fuori fino alla fine di gennaio. Anche il presidente Livio Proli, intervistato da SkySport, ha analizzato il momento complesso della squadra, tenendo ferma la barra del comando: «Siamo andati bene fino alla trasferta di Belgrado, poi la macchina si è inceppata, come non arrivasse benzina al motore. Ci interessa trovare soluzioni, non un responsabile. Organico e allenatore rimangono tali, proseguiamo all’insegna della stabilità. Posso capire gli umori della piazza, ma questi, se ben superati, possono essere i momenti in cui si mettono le fondamenta per un finale di stagione positivo». Dunque si va avanti così fino a nuovo ordine, anche se la società è vigile sul mercato soprattutto per quel che riguarda un possibile innesto sotto canestro (e da Israele rimbalza la voce di un possibile interessamento per il pivot del Maccabi Mike Zirbes) visto che Raduljica sta diventando sempre di più una delusione. Dopo essere arrivato da vice campione olimpico come pivot titolare della Serbia, il giocatore sembra decisamente trasformato in negativo fino a toccare il fondo nell’ultima gara con zero punti e zero tiri tentati in 10 minuti nei quali sia Javtokas sia Lima hanno banchettato sulle sue amnesie difensive. Sandro Pugliese da “Il Giorno”

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