Libro

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Un libro sulla Pallacanestro Olimpia Milano per ripercorrere, sullo sfondo delle vicende storiche, un sogno di impegno, passione e volontà, testimoniato dai protagonisti noti e meno noti che hanno contribuito a creare il mito delle scarpette rosse.
Da Sandro Gamba ad Art Kenney, da Dino Meneghin a Mike D’Antoni, viaggiando dai campi in terra battuta dove giocava il Borletti e fino alle ultime avventure al Forum di Assago

Per rivivere insieme la magica atmosfera dell’Olimpia Milano, venerdì 10 novembre alle ore 18.30, presso la libreria Rizzoli di Milano in Galleria Vittorio Emanuele (MM Duomo),  verrà presentato il volume scritto da Sandro Pugliese “Olimpia un sogno sul parquet, 70 anni (e qualcosa di  più…) di emozioni in biancorosso.”

Sarà possibile anche acquistare il libro (330 pagine) al costo di 18 euro.

Dall’introduzione del libro:

di Sandro Pugliese

“Settant’anni di storia, settant’anni di leggenda. Il mito dell’Olimpia Milano, la società più titolata d’Italia, meritava di essere raccontato cercando di scoprirne le sfaccettature più nascoste.
Una passione che nasce da lontano, da quei campi in terra battuta degli anni prima della guerra, alle tavole del parquet che hanno accompagnato gli ultimi decenni. Una società che ha attraversato la storia d’Italia, con gioie e dolori, trionfi e delusioni, ma sempre con il suo inequivocabile stile dato da grandi personaggi quali su tutti Adolfo Bogoncelli e Cesare Rubini.
Un libro che è nato dal mio amore per la pallacanestro che mi ha permesso di ripercorrere le orme di una storia piena di aneddoti e curiosità, ma anche un tributo ad una società che ha portato ai massimi livelli il basket italiano, facendolo conoscere anche al di fuori dei confini del nostro paese”…

Dalla prefazione:

di Sandro Gamba

“Questo libro racconta la storia del basket com’è stato giocato in una metropoli, Milano. Le storie e gli aneddoti vanno oltre il mondo dell’atletismo: riferiscono di persone e dirigenti, giocatori e la comunità di tifosi che ha circondato questa squadra.
Sono cresciuto nella giungla di cemento di Milano ed ho provato il profumo del basket fin dalla fine degli anni ’30, quando il Borletti (non la Borletti che era lo stabilimento) giocava su un campo di terra battuta all’aperto in Via George Washington. Nell’agosto 1945 la squadra della 5ª armata USA giocò contro il Borletti. Gli americani con una sgargiante divisa rossa, i nostri con maglie prebelliche piene di rammendi. Ammirazione per gli alleati, commozione per i nostri. Seguendo la partita sognai di giocare un giorno con quelle maglie rosso infuocato. Il sogno si è avverato ed ho indossato quel colore con molto orgoglio per 25 anni, circondato da persone indimenticabili”…

Dalla prefazione

di Art Kenney

“…La prima volta che vidi l’Olimpia fu 40 anni fa, quando grazie al programma della ABC “Wide World of Sports”, nella primavera del mio secondo anno alla Fairfield University, trasmisero la finale di Coppa dei Campioni. Vidi il grande Simmenthal Milano battere lo Slavia Praga nella finale di Bologna. Sapevo che Bill Bradley e Skip Thoren erano grandi giocatori, ma in quell’occasione ho imparato che l’Olimpia non era solo loro, anzi, aveva giocatori Italiani fortissimi come Nane Vianello, “Giando” Ongaro, Giulio Iellini, Gianfranco Pieri, e Massimo Masini, il capitano dalla mia Olimpia del futuro. Quel giorno, il 1° Aprile 1966 nacque in me un sogno, anche se non avrei mai creduto si potesse realizzare. La mia speranza era, un giorno, di poter entrare a far parte di quel gruppo straordinario, potermi fregiare di aver giocato per una squadra leggendaria”.